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Cerchi lavoro? “Filma il tuo video-cv”

Cresce negli Usa il numero di imprese che visiona i video girati dai candidati alla ricerca di un impiego. Valutazione del carattere, comportamenti e dell'esperienza professionale, i pregi rispetto al cv cartaceo. Ma non ci sono solo aspetti positivi. CURRICULUM MULTIMEDIALE: perché piace ai direttori del personale. BLOG: e tu cosa ne pensi?

 

di FEDERICO PACE

Minimalisti, surreali o ironici. Molti gli stili possibili. Ciascuno ha il suo. Se ne possono vedere più di duemila in Rete dalle parti dell’ipervisitato sito dei video fai-da-te. Sono i video-curriculum. Una delle nuove frontiere possibili del mondo della selezione del personale. Uno dei modi che i giovani hanno architettato, in quella terra di nessuno che è diventato il tempo tra lo studio e il lavoro, per fare sapere ai datori di lavoro chi sono e cosa sono capaci di fare. Quelle paginette scritte per riuscire a trovare un impiego, quella forma minima di racconto di sé e del proprio sapere, stanno per cedere al corteggiamento irresistibile delle immagini digitali. Dalla carta ai pixel il passo si è fatto brevissimo. Alcuni lo hanno già compiuto. Molti altri è possibile che li seguiranno.

Era da tempo che qualcuno vagheggiava un’idea di questo tipo. Ma è con il successo planetario di YouTube che le cose hanno cominciato a prendere forma. Hanno iniziato per primi i ragazzi e le ragazze a inserire un piccolo video nella grande babele di clip per descrivere le proprie capacità. Poi sono arrivate anche le imprese. Molte per spiegare quali sono i percorsi professionali possibili nelle imprese. Tanto che ora molti siti di recruitment al di là dell’Oceano si stanno dando da fare per riuscire a replicare nel mondo della selezione del personale la miracolosa traiettoria di YouTube (www.alumwire.com, www.jobster.com, www.vault.com e www.hirevue.com tra le altre).

Tutto forse ha preso a girare quando il settimanale Time alla fine di febbraio ha pubblicato un articolo in cui venivano raccontate le gesta di Benjamin Hampton, un neolaureato che era riuscito a trovare lavoro grazie al fatto di aver messo online un video di cinque minuti (vedi qui il video CV). Oggi sono più di duemila i video in cui appare la parola curriculum (ovvero resume) nel titolo e se molti offrono una presentazione di sé molto formale, altrettanti sono quelli che utilizzano modalità originali per presentare se stessi (come Tomas Alejo aspirante reporter).

Secondo l’indagine “2007 Video Resume Survey”, realizzata dalla Vault.com società specializzata in servizi per le risorse umane (e anche lei coinvolta nel settore dei video cv), quasi sei imprese su dieci ritiene che il video-curriculum diventerà parte integrante degli strumenti di candidatura per un posto di lavoro. A quasi un quinto dei datori del personale (il 17%) – dicono gli autori dell’indagine - è capitato di ricevere e vedere il filmato di autopresentazione di un candidato. E il 90 per cento dei direttori del personale dice che guarderebbe un video-cv con molto interesse.

Il nuovo formato, secondo i selezionatori, permetterebbe di valutare meglio del cv cartaceo le qualità comportamentali, di presentazione professionale, ma anche di permettere al responsabile della selezione di capire il livello di esperienza del candidato. Ma qual è la soglia di attenzione degli interessati spettatori? Parrebbe non troppo elevata. La gran parte dei direttori del personale pensa che un video-cv non debba superare i due minuti e la metà di loro ritiene che il candidato o la candidata debbano riuscire a dire tutto in meno di sessanta secondi.

Molti sono comunque quelli che pensano che in realtà la fase embrionale durerà ancora a lungo. E che prima che il video cv si imporrà come standard dovrà passare molto tempo. D’altronde non è detto che questo sia di per sé un male. Il curriculum nella sua nuda essenzialità e omogeneità si presenta come il migliore deterrente al rischio di vedersi discriminati (consapevolmente o inconsapevolmetne) da un selezionatore sottoposto di fronte al video a molte più suggestioni e comunicazioni. Allo stesso tempo non tutti possono realizzare un video-cv perché non ne hanno le competenze (e la loro professione non le richiede) o non ne hanno gli strumenti.

Certo è che i nuovi media stanno, più lentamente in alcune parti e più velocemente in altre, contaminando o fertilizzando (a seconda dei punti di vista) le modalità e i canali di selezione delle risorse umane. Secondo una recente indagine inglese un selezionatore su cinque utilizza i motori di ricerca su Internet per raccogliere ulteriori informazioni sul candidato. Sei su dieci di questi “googlatori” di nomi e cognomi di aspiranti dipendenti hanno ammesso di essere stati influenzati dalle notizie trovate nei blog e in altri luoghi abitati della Rete nella decisione poi presa. I riflessi negativi del fenomeno sono stati sottolineati anche qualche mese fa dal New York Time quando ha raccontato le conseguenze a cui è andato incontro uno studente di Yale (Aleksey Vayner) dopo avere mandato online il suo video-cv adl titolo "Impossible is nothing" (leggi l'articolo). Le tracce che si lasciano di sé nella Rete, quelle informazioni riconducibili in qualche mondo al proprio nome e cognome che si disseminano dentro la rete, possono contribuire anche al successo (o all’insuccesso) di ciascuno di noi. Meglio saperlo.

fonte: http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/Cerchi-lavoro-Gira-un-video-cv/2149337



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Su facebook è presente il gruppo del Videocurriculum!

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Il curriculum vincente, fatelo su Youtube

Il curriculum vincente, fatelo su Youtube

 

All’inizio c’era spazio solo per i video amatoriali e per qualche breve spezzone televisivo; poi il popolo di Internet ci ha preso gusto e così YouTube ha cominciato a riempirsi di tutto e di più: notiziari, sit-com, canali tematici e pubblicità aziendali. Ora per il mega contenitore digitale di Google è arrivato il momento di confrontarsi con un mondo tutto nuovo: quella dei curriculum, anzi, dei video-curriculum. Il principio è semplice: l’aspirante lavoratore si filma mentre racconta le proprie esperienze, professionali e non. Poi mette il tutto su YouTube e il gioco è fatto.

Negli States il video curriculum è un fenomeno di gran moda, soprattutto da quando, lo scorso febbraio, il Time ha raccontato la storia di Benjamin Hampton, un neolaureato che ha trovato lavoro proprio grazie a un clip autobiografico di cinque minuti. Ma il fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo, anche sfruttando piattaforme diverse; nel nostro Paese, per esempio, il portale LinkLavoro.it ha da poco lanciato una sezione, denominata MediaCurriculum.com, che permette ai cerca-lavoro di registrare e visualizzare gratuitamente curriculum vitae in formato digitale.

I vantaggi del video-curriculum rispetto al gemello cartaceo sono essenzialmente due. Innanzitutto è più immediato, e ha più probabilità di arrivare a destinazione (anziché finire sulla fatidica pila di fogli che si accatasta sulle scrivanie dei responsabili delle risorse umane). Per chi fa selezione è infatti più agevole guardare un filmato di un paio di minuti, piuttosto che leggere la cronaca scritta di una carriera, soprattutto se lunga e articolata. In secondo luogo, e questo è forse l’aspetto più importante, è più efficace: se i curriculum tradizionali si sono ormai omologati su alcuni formati standard, i video-curriculum appaiono decisamente più personali. Basta mettere il naso fra gli oltre duemila video presenti su YouTube per rendersi conto che è praticamente impossibile trovare un curriculum uguale all’altro. Insomma non sarà una macchina della verità, ma è certo un modo più realistico per presentarsi e vendersi.

Ma quali sono le caratteristiche che deve avere un video-curriculum con le carte, o meglio, i fotogrammi in regola? Alcune società di recruiting – è il caso per esempio dell’americana Vault – hanno fissato alcune linee guida per aumentare le proprie chences di successo. Poche ma essenziali le regole da tenere presenti: scegliere un contesto di ripresa il più neutro possibile che sia in grado di far risaltare la propria figura, evitare di leggere ma cercare di essere spontanei, parlare lentamente e in modo chiaro, meglio ancora se in modo sorridente e spigliato.

fonte: http://www.sciclinews.com/articolo/4087/Il-curriculum-vincente,-fatelo-su-Youtube 




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